Incrementare le vendite
Tre consigli su come incrementare le vendite sui tuoi clienti già acquisiti
30 maggio 2018
Gamification - Keyin web agency Roma
Gamification marketing, pubblicità divertente
13 giugno 2018

Neuromarketing: quanto siamo irrazionali?

neuromarketing

Il neuromarketing nasce dalla definizione data nel 2002 da Ale Smitds, professore di Marketing Research alla Rotterdam School of Management.

Neuromarketing: che cos’è?

Il neuromarketing è una recente disciplina che vede le conoscenze neuroscientifiche applicate al marketing, con lo scopo di indagare e studiare i processi irrazionali che influiscono inconsapevolmente sui processi di acquisto e sul coinvolgimento emotivo nei confronti di un brand.

Le nostre scelte infatti non sempre sono dettate dalla razionalità. Sono tantissimi i fattori che ci influenzano, a partire dalla società in cui viviamo, alle opinioni che le altre persone si fanno di noi, fino ad arrivare semplicemente al nostro subconscio. Il neuromarketing ha proprio lo scopo di darci un quadro più completo del consumatore, indagando più a fondo, oltre l’apparenza.

Secondo Gerald Zaltman, professore presso la Harvard Business School, il 95% delle decisioni di consumo vengono infatti influenzate dall’inconscio. Il nostro cervello recepisce gli stimoli e li elabora, a nostra insaputa, costruendo associazioni a brand, loghi e marchi, portandoci a scelte ben precise. Ecco perché il neuromarketing è fondamentale.

Neuromarketing: sostituzione o coesistenza?

Ci sono due diverse scuole di pensiero su come il neuromarketing possa relazionarsi con il marketing tradizionale.

  • Secondo alcuni, il neuromarketing è destinato a sostituire il marketing tradizionale. Gli esperti di neuromarketing ritengono infatti che i metodi di ricerca tradizionali, come focus group e sondaggi, siano estremamente imprecisi. Questo perché le risposte che vengono date sono condizionate dal “dover dare la risposta giusta” che la società si aspetta. È stato dimostrato che queste risposte sono effettivamente differenti dalle imaging cerebrali che si ottengono.
  • L’altro filone di pensiero è che invece il neuromarketing possa coesistere con il marketing tradizionale, che possano completarsi a vicenda. Se infatti l’inconscio influenza le nostre scelte, è altrettanto vero che siamo condizionati in egual modo dalla nostra costruzione sociale della realtà. Per questo sarebbe fondamentale la coesistenza delle due tecniche per avere una visione il più completa possibile delle scelte degli utenti.

Neuromarketing: l’esperimento Coca Cola vs Pepsi del 2004

Nel 2004 è stato svolto un esperimento che è poi passato alla storia, spianando la strada al neuromarketing.

Ad un campione di 77 persone, vario per sesso ed età, sono state fatte assaggiare una lattina di Pepsi ed una di Coca Cola. Un gruppo era a conoscenza di quale lattina contenesse Coca Cola e quale Pepsi, mentre l’altro ha assaggiato le bibite al buio.

Il primo gruppo, quello a conoscenza della marca, aveva preferito la Coca Cola. Il secondo, non sapendo quale marca corrispondesse a ciascuna bibita, aveva preferito la Pepsi.

Cosa ha dimostrato questo esperimento? Che a far leva sulle preferenze di gusto dei consumatori non sono state le proprietà organolettiche delle bibite, bensì il brand e la percezione che la società ne ha.

Per quanto il consumatore possa inconsciamente preferire la Pepsi, sceglierà comunque la Coca Cola per il significato sociale che ha. Ecco perché è importante che queste due tipologie di marketing coesistano.

Affidandoti a professionisti del settore come Keyin avrai la certezza che nel costruire la tua brand identity vengano prese in considerazione anche le tecniche di neuromarketing, valutando cosa comunica agli utenti il tuo logo, il tuo sito e le relative visual grafiche.

Scopri tutti i nostri servizi di marketing o contattaci per una consulenza gratuita