Keyin presenta il nuovo sito di Accademia Italiana Massaggi

Il nuovo sito di Accademia Italiana Massaggi è online! Keyin è felice di annunciare il go-live del nuovo sito di AIM, con una veste grafica totalmente rinnovata e performante.

Il nuovo sito di AIM, realizzato su piattaforma open source WordPress, delinea la brand identity di AIM e tutti i servizi offerti dal brand stesso. AIM è l’Accademia italiana Massaggi con maggior rapporto ore formative/ prezzo imbattibile.

La mission dell’Accademia Italiana Massaggi è quella di portare la cultura del massaggio e del benessere al maggior numero di persone possibile.  I corsi dell’Accademia Italiana Massaggi sono riconosciuti a livello nazionale ed europeo, tanto che il diploma di fine corso viene rilasciato direttamente dall’ente riconosciuto CONI (ASC).

Ogni anno AIM perfeziona la formazione di circa 1500 nuovi massaggiatori tra Roma e Milano, favorendo l’ingresso nel mondo del lavoro, nei migliori centri estetici, fitness club e catene alberghiere.

I corsi di massaggi disponibili tra Roma e Milano sono i seguenti:

  • Corso massaggio di 1° livello
  • Corso massaggio sportivo
  • Corso massaggio ayurvedico
  • Corso massaggio infantile

Il nuovo sito dell‘Accademia Italiana Massaggi è graficamente gradevole, rispecchia l’eleganza del marchio e i servizi offerti. Nello stesso tempo la nuova impostazione grafica è in grado di aumentare il tasso di conversioni e ampliare il business del cliente.

All’interno del nuovo sito Keyin ha implementato anche una sezione “Blog”, in cui vengono illustrati i servizi più importanti e le caratteristiche dei singoli corsi, i trend di settore e le curiosità per gli appassionati.

Ogni corso di massaggi sul sito di Accademia Italiana Massaggi viene presentato attraverso una scheda chiara ed esauriente, con la possibilità di interagire con l’azienda tramite numero telefonico o messaggistica su Whats App.

Ogni scheda proposta è completa di programma teorico del corso, quello pratico, e tutte le informazioni utili per completare il processo d’acquisto.

Keyin web agency partner di Mia Make Up: strategie di marketing e comunicazione integrata

Il brand in forte ascesa nel mondo della cosmetica e dello shop online make up Mia Make Up ha deciso di affidare a Keyin la sua comunicazione integrata, la brand identity, la gestione di tutti i  suoi canali ufficiali social network e la promozione del marchio.

Keyin Web Agency Roma ha elaborato tutta la comunicazione e la strategia di marketing del nuovo e-commerce su Magento di Mia Make Up.

Attraverso il nuovo store online è possibile acquistare i prodotti Mia Make Up e godere di tutte le promozioni che il cliente può trovare negli store fisici.

Inbound Strategies

Keyin cura le strategie comunicative del brand su Facebook, Twitter, Instagram, Google + e Linkedin. Promuove le attività del brand attraverso l’elaborazione di articoli sul magazine online del sito web.

Mia Make Up è un marchio 100% italiano che vanta più di 30 store monomarca in Italia e all’estero e promuove l’eccellenza della cosmesi Made in Italy. Mia Make Up si sviluppa e cresce grazie alla passione e alla profonda conoscenza del settore di Independent, attiva da oltre 10 anni nel campo dei prodotti di bellezza.

Mia Make Up offre la possibilità di aprire un negozio in franchising di successo, grazie alla formazione e all’assistenza continua e proficua. Affianca l’imprenditore in tutte le fasi della sua attività, fino al successo.
Keyin elabora le strategie di comunicazione e lancio dei prodotti e delle collezioni Mia Make Up e ne sta curando l’identità grafica online e offline del brand.

Mia Make Up ha affidato a Keyin la visibilità online del marchio in ottica Seo e la digital Pr, per promuovere il brand e favorire l’espansione del marchio attraverso influencer di settore.

Come fare una diretta Facebook? Trucchi e consigli

  • aprile 10, 2017
  • blog

Real Time Marketing: COME FARE UNA DIRETTA FACEBOOK?

Real Time Marketing, cosa c’è di più immediato, reale, veloce di fare una diretta Facebook? Fare una diretta Facebook vuol dire entrare a gamba tesa nell’ora e adesso: è lo stesso social network a favorire fortemente le dirette, nella logica stringente di una ricerca continua di maggior coinvolgimento.

Sempre più interazioni: il sogno di Zuckemberg di connessione totale passa senza ombra di dubbio dalle interazioni. Per questo motivo ha aumentato in maniera esponenziale le possibili reactions di fronte ai post (dal semplice like, fino ad arrivare a tutta una gamma di espressione – dal cuoricino al sorriso – a cui oramai siamo molto abituati.

DIRETTA FACEBOOK: immediatezza live

La diretta Facebook è il centro del progetto di immediatezza e coinvolgimento, ma come si fa una diretta Facebook? Se ti stai chiedendo come fare le dirette su Facebook, come sfruttare appieno l’elemento immediatezza, sei nel posto giusto. Noi di Keyin spesso seguiamo live gli eventi: e nell’offerta di social media marketing che personalizziamo spesso facciamo dirette live. Ma come facciamo?

Intanto una breve intro storica: tra Merkaat e Periscope, le dirette hanno assunto un’importanza fondamentale per chi si occupa di social network, anche se le app che le hanno utilizzate per prime hanno avuto fortune più o meno alterne (per non dire pessime). Anche Facebook, per lanciare le dirette, ha dapprima utilizzato Mentions (la sua piattaforma per gli utenti verificati), poi le ha estese su larga scala. Ma come si fa una diretta?

COME FARE UNA DIRETTA FACEBOOK: tutte le istruzioni per l’uso

Il meccanismo è studiato per essere il più semplice possibile: eccolo come fare le dirette su Facebook.

Apri l’app di Facebook (dai non puoi non averla sul cellulare), e clicca sul tasto di composizione di tasto. Detto così sembra difficile: in realtà devi semplicemente inizia la digitazione di uno stato, e scoprirai tra le opzioni possibili la diretta Facebook. Ora Facebook ti dà la possibilità di inserire la Descrizione del Video. Cosa vuoi trasmettere Live?

La tua festa di compleanno, due scoiattolini, puoi decidere di trasmettere live qualsiasi cosa tu voglia. A questo punto è giusto che tu sappia che, una volta iniziata la diretta Facebook premendo “Trasmetti in diretta” sullo schermo del cellulare, potrai visualizzare i commenti in diretta e rispondere.

Ah, ovviamente potrai anche sapere quante persone si sono connesse alla tua diretta. In questo modo avrai un indice molto chiaro della popolarità della stessa. Ma anche se non si fosse connesso nessuno, perchè magari stai ancora testando come fare dirette Facebook e non hai nemmeno troppo parlato in giro (cioè sempre su Facebook), della tua prima diretta.

Nulla di male: il video rimarrà comunque disponibile tra i tuoi video sulla tua pagina personale, in questo modo anche i tuoi amici un po’ ritardatari potranno visualizzarlo quando vogliono.

come fare una diretta Facebook

Come fare una diretta Facebook dalla pagina aziendale

Ma sei hai una pagina aziendale, come fare diretta Facebook? Se hai una piccola attività, un ristorante, o devi gestire la pagina Facebook di un grande brand, devi essere in grado di fare diretta live su Facebook quando ospiti un evento importante, o per mostrare scene di vita quotidiana all’interno del tuo store, o della tua azienda. La dinamica del volto umano è fondamentale per far entrare quasi fisicamente le persone nella tua azienda attraverso lo schermo del loro dispositivo mobile. Ora cercheremo di spiegare passo dopo passo come si fa una diretta Facebook su pagina aziendale.
Prima domanda: hai scaricato dal tuo store dedicato il Page Manager? L’app stand-alone di Facebook per gestire le pagine aziendali ha cambiato più volte nome: ora per trovarla dovrai cercare nel tuo store “Page Manager”. L’attuale denominazione dà anche un’idea precisa di cosa vuole farci Facebook con la sua app stand alone: diventerà mano mano il centro di sviluppo delle pagine, nel naturale declino del desktop in favore del mobile.

Come fare una diretta Facebook: consigli operativi

Una volta scelta l’app, al suo interno per fare una diretta Facebook dovrete cercare sempre il tasto pubblica: a questo punto potrai scegliere tra le varie opzioni offerte:

  • la parte testuale
  • Foto/video
  • Trasmetti in diretta
  • Registrati
  • Stato d’animo/attività

Ovviamente cliccherai su trasmetti in diretta, assicurandoti di avere una copertura dati importante (meglio ancora connesso al wi-fi). In questo modo la qualità della stessa sarà maggiore e tutti i fan potranno approfittare della tua diretta per commentare, o lasciare le loro reactions. Non solo: presta sempre attenzione alla batteria, le dirette tendono a consumarla in maniera drammatica.

Anche in questo caso saprai quante persone stanno seguendo la tua diretta Facebook LIVE (si spera un bel numero). Devi sempre tenere a mente che un filmato in diretta ha una capacità di tenere l’attenzione dei tuoi utenti circa 3 volte superiore rispetto ad un video normale. Mica vorrai perdere questa chance di colpire nel segno il tuo pubblico?

 

 

 

I 5 migliori tool Seo gratuiti per far decollare il tuo business

5 tool Seo per far decollare il tuo business 

Prima di parlare dei Seo Tool, la domanda è d’obbligo: Posizionamento Seo, ma che cos’è? Cerchiamo di capirci subito: il tuo piano per monetizzare sul web, per portare avanti la tua attività online, è legato strettamente al funzionamento dei motori di ricerca. Sono i loro famigerati algoritmi che determinano il successo o meno della tua strategia. Ma da cosa sono solleticati gli algoritmi di Google? A cosa servono i tool Seo?

Posizionamento Seo, che cos’è?

Il posizionamento Seo è un grosso rischio (che bisogna prendersi, possibilmente affidandosi a professionisti). Ovvero il rischio di essere VISIBILI su Google e sui motori di ricerca. Finire in terza pagina è più o meno come avere una vetrina bellissima e tenere tutto il giorno la serranda abbassata e le luci spente. Per questo serve lavorare con attenzione con gli strumenti Seo giusti.

Trovarsi in prima pagina su Google è possibile? Risposta affermativa: la vera domanda che dovrai farti è un’altra. Su quali parole chiave? Le parole-chiave, o keywords per chi vuole dare un po’ un tono (anche il mio boss lo fa, non ci riferiamo a lei sia chiaro, ovviamente).

Passatemi la metafora. Sono le autostrade digitando le quali il tuo utente finirà sull’articolo, pagina, vetrina e-commerce.

Ecco, se vogliamo un po’ esagerare, è esattamente nel momento in cui il tuo utente digita la richiesta (e come la digita), che davanti a lui si va formando la prima pagina. Che è quella dove sceglierà, quasi certamente (ricordatelo sempre, l’utente di base è pigro, su una sedia o al pc, e di cliccare su quel piccolo numeretto che porta alla seconda pagina non ha voglia, proprio per niente). Ora cominciamo a parlare degli strumenti Seo più efficaci che abbiamo testato a lungo.

  1. Ubersuggest (http://ubersuggest.org/)

Un po’ lo zio saggio di tutti i tool Seo che puoi utilizzare, per due ordini di motivi da non sottovalutare:

  •  Consente di trovare tutte le parole chiave collegate ad una determinata parola. Questo fa in modo che tu possa creare un articolo con più parole chiave, collegate, capaci di attrarre maggior traffico sul sito web. Ultimamente è aggiornato a livello grafico, ed è più piacevole
  • Consente inoltre di cercare parole chiave su più lingue: in questo modo è possibile, per i copy o i Seo Specialist più esperti e multilingua, piazzarsi anche sui mercati esteri. In questo video si possono trovare tutte le funzionalità di Ubersuggest: tra i tool per il posizionamento Seo .

 

Ubersuggest è, tra l’altre cose, un prodotto sviluppato dall’italianissimo Alessandro Martin.

La ricerca delle keyword correlate consente agli utenti di trovare una serie di possibilità pressoché infinite. O meglio: per ogni lettera dell’alfabeto viene mostrata una lista di 10 parole correlate a quella cercata. Quindi, ricapitolando:  inserisci una keyword su questo efficace strumento Seo, e per ogni lettera dell’alfabeto trovi 10 parole chiave correlate.

Tool Seo e Word Cloud

Nella nuova versione c’è anche la possibilità di vedere il costo AdWords medio per quella coppia di parole. Ogni parola potrà essere cercata sul Web, nelle immagini, shopping, YouTube e News: ovviamente tutto strettamente legato a Google (alla fine quasi tutti gli strumenti Seo adorano lavorare su Big G).

Ma che risultati si possono ottenere con questo tool Seo? Innanzitutto la lista delle parole trovate, con i 3 pulsanti Visualizza Testo, Scarica tutto e Cancella. Non solo: Ubersuggest consente di ottenere la Word Cloud, basata sulla frequenza di parole suggerite. Di ogni parola che si trova è possibile, con un solo click, visualizzare l’andamento nel volume di ricerca su Google Trend, una novità successiva al nuovo look.

Ubersuggest è uno strumento Seo molto utilizzato ed utile nella Seo On Page, è nel kit di tool necessari che bisogna saper usare.

2) Ahrefs

Il nostro preferito, che nessuno se ne abbia a male. La versione Pro è pazzesca, incredibile, iper-utile: già in homepage regala una serie di metriche che alla lunga ti saranno indispensabili.

La prima riguarda l’Url Rating: mostra quanto è forte il profilo di backlink di un determinato Url, in una scala da 0 a 100.

Questa metrica ha una forte connessione con il ranking di Google. Il che significa che un punteggio molto alto = grande visibilità sui motori di ricerca. Il Domain Rating invece determina la forza del sito (non di una singola Url).
Ancora una scala da 0 a 100: è importante sapere che i backlink che provengono da sito con un Domain Rating alto hanno un peso maggiore rispetto agli altri. Non solo: consente di controllare i Backlinks, i referring domains, il traffico organico e le parole chiave organiche. Cosa vuoi di più da un tool Seo?

Tool Seo e competitor

Altro fattore da non sottovalutare: tra i tool per il posizionamento Seo è una regola d’onore lo studio attento e scrupoloso dei competitor (in maniera legale, sottolinea ironico spesso nelle sue pubblicità Hootsuite). Si possono osservare i loro backlink (e quindi le loro strategie). Proprio lo studio dei backlink lo rende uno dei tool Seo più importanti. In pratica, il pane quotidiano se sei un Seo Specialist, o vorresti diventarlo. E chi obietta sul costo (che per la versione Premium non è del tutto cheap), viene da dire che effettivamente, in mani esperte, è un’arma imprescindibile.

3) Google Page Speed (https://developers.google.com/speed/pagespeed/)

Una piccola nota a margine prima di parlare del Google Page Speed. Oramai tutti i grandi giganti che si muovono, da Google, a Facebook, nello stringere accordi con gli editori per velocizzare l’apertura degli articoli. Questo che cosa significa? Nel deperimento totale dell’attenzione media degli utenti (destinata a scendere ulteriormente) oramai i tempi di caricamento devono essere ridotti. Altrimenti, ti sfido a negarlo, si chiude Internet e tanti saluti.

Chiamiamola anche sindrome del Buffering: qualsiasi tempo di caricamento infastidisce mortalmente. Ecco allora gli AMP (di cui ho parlato in maniera molto interessante, sì, lo dico da solo, in quest’articolo) e prima ancora gli Instant Article su Facebook.

L’importanza del Mobile 

Un click, notizia immediata e sei dentro. Per questo l’algoritmo di Google  sta penalizzando sempre più i siti lenti. E per sapere quanto è veloce il tuo sito, come puoi fare?

Ed ecco che cade  a fagiolo il tool Seo che ti voglio consigliare: il Page Speed non si limita a darti la possibilità di controllare la velocità di caricamento del tuo sito web. Si occupa sia della versione Desktop sia della Versione Mobile.

E l’importanza del mercato Mobile è CAPITALE: per la prima volta il traffico da dispositivi Mobile (gli smartphone, dobbiamo specificarlo?) ha superato quello da Desktop. Capisci quanto è importante che il sito sia perfettamente ottimizzato per i device mobile?

Google Page Speed, non contento, fornisce anche una serie di consigli su come ottimizzare eventuali risultati al limite dell’obbrobbrioso (speriamo di no). Regala la grandiosa possibilità con la possibilità di renderli decisamente migliori.

4) Strumento di pianificazione delle Parole Chiave di Google Adwords

Altro tool Seo, altra corsa: siamo ancora nella grande casa di Big G, stavolta dentro Google Adwords (se non sai cos’è, forse dovresti leggere quest’articolo di SemRush https://it.semrush.com/blog/adwords-successo-campagna-sem-4-fasi/, che è pure il prossimo tool che ti consiglio con tutto il mio povero cuore). Nella grande stanza di Google Adwords, c’era una volta e c’è ancora. Dove trovarlo dopo aver effettuato l’accesso su Adwords? Devi cliccare su Strumenti, e poi selezionare Strumento di Pianificazione delle Parole Chiave.

A quel punto cerca la parola chiave di tuo interesse e scoprirai una serie impressionante di dati. Che dati? Riguardano il flusso di traffico della parola chiave che hai scelto e quelle correlate (selezionate per pertinenza).

Oltre alla media delle ricerche mensili puoi visualizzare la concorrenza. Se vuoi cimentarti anche su Google Adword, puoi sempre sfruttare la colonna che rappresenta l’offerta consigliata. E ora un ultimo sforzo, abbiamo quasi finito.

5) SEMrush

Dulcis in fundo: se sei arrivato fino a qui ti stiamo per mostrare il tool Seo che ci piace di più dopo Ahrefs: stiamo per parlarti di SEMrush.

Non solo: puoi usufruire di tutta una serie di implementazioni professionali.  Semrush fa al caso tuo. Praticamente uno strumento Seo troppo importante per essere vero.

Tool Seo

SEMrush è una vera e propria miniera d’oro per i Marketer: ti consente di auscultare il tuo sito e quello dei concorrenti. Ti aiuta ad imparare come si muovono e come dovresti muoverti tu. In più, ti dà una grossa mano perfino nelle pubblicità e sui social.

Cliccando velocemente questo link puoi trovare 4 tutorial per iniziare ad utilizzarlo:  più semplice di così… 

 

Indicizzazione Google e almeno 4 ragioni per cui dovresti conoscere gli AMP

INDICIZZAZIONE GOOGLE SU MOBILE: è SOLO uno scioglilingua?

C’è un prima e c’è un dopo, per quanto riguarda l’indicizzazione Google su dispositivi mobile (se non sapete cosa sia almeno il posizionamento sui motori di ricerca, cliccate sul link, che è meglio). 

Dal 21 aprile 2015 Google ha scelto e deciso di penalizzare i siti che non sono mobile-friendly (per intenderci quelli che ti mandano dallo psicologo quando li apri dal cellulare). In fase di sperimentazione,  Google sta modificando il suo leggendario algoritmo (il sogno proibito di tutti i Seo e non solo) perché analizzi meglio i contenuti mobile.

In soldoni verranno analizzati tutti quei dati strutturati con i metatag in modo da poter creare snippet adeguati per il tuo cellulare. Ok, se non hai capito proprio tutto tutto, partiamo da un assunto fondamentale:

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Importante? Come perché importante? Te lo spieghiamo subito: la versione mobile del tuo sito sta diventando sempre più importante nell’indicizzazione sui motori di ricerca.

Indicizzazione Google

Indicizzazione Google: la svolta del Mobile-First

Ma partiamo dall’inizio: Google l’ha chiamata Mobile-First Indexing. Cosa significa? I contenuti mobile verranno indicizzati prima. Ma perché il super colosso di Mountain View ha scelto di premiare i contenuti dei nostri cellulari (e non solo)?

Innanzitutto dobbiamo capire insieme: il tuo sito è mobile-friendly?
Vai subito a controllare. Non è mobile friendly se, tra le tante:
  • Il testo è troppo troppo piccolo
  • Il testo è enorme rispetto allo schermo
  • I link non sono cliccabili perché sono troppo vicini l’uno all’altro
  • Alcuni contenuti che dovrebbero vedersi sono scomparsi del tutto
Ovviamente un sito web che da mobile presenta falle e crateri lunari di questo tipo ha una controindicazione grande e grossa: i tuoi clienti non possono raggiungerlo! Ed è grave? Molto di più!

Indicizzazione mobile in (pochi) numeri

Ce lo dicono i numeri: l’indicizzazione Google su mobile è fondamentale. Primo dato da focalizzare: il 52% degli accessi globali viene dal mobile.
In un anno, gli ultimi dati Audiweb di novembre 2016 parlano di 23,1 milioni di italiani che si sono collegati almeno una volta (magari una volta sola, direte voi), ad Internet. 20,1 milioni di italiano si sono collegati dal mobile (smartphone e tablet).
E novembre 2016 è un mese storico: a livello globale per la prima volta il traffico internet mobile ha superato quello desktop. I dati sono trainati dall’India (dove il 75% degli utenti si connette da mobile). Nei mercati tradizionali domina ancora il pc: negli Stati Uniti, il rapporto è 58% a 42%, mentre in Gran Bretagna 55,6% a 44,4%. In Italia il distacco è ancora maggiore, con il 64,3% del traffico generato da desktop, il 30% da smartphone e il 5,7% da tablet. Ma sono numeri in crescita veloce, velocissima.
Google si muove con cautela, ma deciso: il cambiamento rischia di essere epocale, o di arrivare troppo tardi, quando oramai quasi tutti gli utenti utilizzano il proprio smartphone per fruire dei contenuti online.

Indicizzazione Google: Mobile First, un approccio diverso

Mobile first, come dice lo stesso nome, è un approccio al web design pensato per l’ottimizzazione dei siti sui dispositivi mobile, e capovolge tutte le soluzioni che, fino ad ora, erano state progettate e studiate per schermi più grandi. Non più: “Ah, ora c’è da fare la versione mobile del sito, ce l’hai 5 minuti?”. Ma piuttosto: “Dobbiamo pensare il sito perché dal cellulare sia immersivo, totalizzante, tecnicamente perfetto. Ah, c’è anche la versione desktop”. Ovviamente esageriamo, o forse no.
Ecco 3 caratteristiche che dovrà avere un sito mobile-first in fase di progettazione
  • Performance che rasentano la perfezione su dispositivo mobile
  • Riduzione del codice sorgente
  • Niente più immagini enormi, o caratteristiche inutili.
I webmaster smartphone-friendly dovranno creare siti che abbiano un DTD più che consono all’indicizzazione mobile (per es. XHTML Mobile o Compact HTML)
E i contenuti del tuo sito web? Come farli diventare amici del mobile?
Ogni buon copy o web content editor  dovrà, con grande senso di responsabilità, valutare con attenzione la qualità dei contenuti in ottica mobile.
Sotto la metro, stretto nel tram, ad un concerto rock (ok, magari ad un concerto rock di cui non conosce neppure una canzone)?
I testi dovranno essere sicuramente all’insegna di leggerezza, formattazione chirurgica, spazi bianchi. Valgono tutte le regole che favoriscano la lettura, con l’assoluta necessità di catturare l’attenzione, più del gomito di quello vicino sul tram o della canzone preferita dalla fidanzata di turno.
I link all’interno? Devono essere cliccabili all’ennesima potenza, e lo stesso articolo deve avere un caricamento veloce (quasi da instant-article, se ci si riesce).

Cosa sono gli AMP?

Ma Google non si accontenta mica di modificare il suo algoritmo (rovinando le notte dei Seo Specialist). Ha anche presentato le Accelerated Mobile Pages (AMP). Che cosa sono? Ve lo spieghiamo subito.

Indicizzazione Google

Partiamo da un fattore di rilevanza strategica: a Google tutto piace, meno che Facebook rosicchi la sua fetta di pubblico. E nella fetta di pubblico che investe in Google rientrano sicuramente gli editori. Gli Instant Article di Facebook (avrete notato dai, quelli contrassegnati con un piccolo fulmine, che ne indica la velocità di caricamento instantanea appunto) non sono andati giù al caro vecchio Google: ha subito risposto con un bel ragionamento insieme agli editori europei sul futuro sostenibile dell’informazione digital (Digital News Iniziative), e poi è partito in contropiede. E ha lanciato a rete gli AMP.
Come dice lo stesso nome il progetto si basa su AMP HTML, che permette ai siti di costruire pagine web decisamente più leggere (e quindi molto più veloci nel caricamento. La portata dell’attacco agli Instant Article coinvolge tutti i partner digitali  di Google come Twitter  e LinkeDin. Ah, l’invito ad utilizzare gli AMP è arrivato ovviamente anche agli editori: hanno aderito subito il Guardian, il gruppo Condè-Nast, il New York Time tra gli altri. 

Breve storia (non) triste degli AMP

Gli AMP non hanno avuto subito un grande riscontro, anzi. Così Google, che non tollera disattenzione quando lancia novità importanti, ha subito inviato un paio di mail ai proprietari di siti web, con questo tono:
“Google ritiene che i contenuti del tuo sito di notizie potrebbero trarre vantaggio da una migliore esposizione nella Ricerca Google, grazie all’implementazione delle pagine AMP (Accelerated Mobile Pages)”

Notare il “potrebbe trarre vantaggio”. E quali sono i vantaggi?

indicizzazione Google

I vantaggi degli AMP

Lo avrete notato, gli AMP compaiono immediatamente sotto la query che avete digitato in carosello, in una forma che potete riconoscere: Immagine, link e immancabile icona del fulmine (che forse rientra in un discorso più generale di emojinizzazione della comunicazione web – come abbiamo spiegato qui). 
Cliccando si rimane all’interno di Google (o più precisamente l’articolo dovrebbe essere caricato su un iframe), mostrando solo una versione MOLTO MOLTO veloce dell’articolo. Secondo le stesse parole di Google, i risultati AMP sono “4 volte più veloci” (ecco, 4 ragioni validissime per conoscerli) e in posizione molto importante all’interno del motore di ricerca.
Negli ultimi giorni, come riporta Wired.it , Google non si è accontentato: ha annunciato la versione leggera delle pagine AMP. Dovrebbe essere implementata, per ora, solo nei paesi con scarsa connessione, come Vietnam e Malesia. Con la possibilità di richiedere il 45% di byte in meno rispetto agli standard. Vi pare poco?

Emoji nei Social Network: come usarli nella tua strategia?

Emoji nei Social Network: una questione di strategia

Emoji nei Social Network, ti servono? Nel linguaggio dei social network le novità sono dietro l’angolo, anzi spesso davanti. I social network hanno il loro linguaggio specifico: a nessuno verrebbe in mente di scrivere un bell’#instapic su una foto di Linkedin, anche se è stato lo stesso Facebook a mischiare le carte, nel tentativo, fino ad ora poco riuscito, di sfilare a Twitter l’utilizzo degli hashtag. Ogni social ha un linguaggio specifico, ma ci sono elementi in comuni, ed alcune novità emergenti.

Una novità interessante, nell’ottica di un tuffo sempre più immersivo nei nostri schermi mobile e pc, riguarda le emoticon, o Emoji nei social network. Le faccine usate, abusate e inflazionate, stanno migrando, come un tempo facevano le rondini, da Whats App (anzi dall’antichissimo Msn, te lo ricordi?) ai social network. Ed è un trend da non sottovalutare, ma cominciamo dal principio.

La prima domanda che un’azienda deve farsi è: come facciamo ad usare gli emoji nei Social Network in maniera responsabile?

Nel social media marketing (noi di Keyin Web Agency ne sappiamo qualcosa), nella messaggistica istantanea, l’utilizzo degli emoji non è certo un trend dell’ultimo nanosecondo. Rientra nel torrente di pensiero che porta al rapporto unico e continuo con il possibile cliente, lo scambio di informazioni, feedback o imbarazzante silenzio tra il brand e la sua fan base o i suoi follower.

Emoji e social network: le dinamiche dell’ultimo banco

Ogni persona ha la sua costante e personale esposizione quotidiana alla comunicazione dei brand: più o meno come in una giornata di mare, siamo esposti al sole (sì, fa freddo, siamo tutti intabarrati, stiamo sognando l’estate) della comunicazione aziendale (anche qui ne sappiamo qualcosa 2.0).

Ora dall’estate passiamo direttamente all’ultimo banco in classe. Centinaia e centinaia di messaggi, interazioni, scambi veloci di spot: a farne la spesa è la nostra attenzione, sempre più limitata.

Il nostro livello di attenzione è volatile più o meno come l’aeroplanino che facevamo approfittando della confusione in classe.

L’abbiamo capito: le immagini (ancora più i video) funzionano e catturano attenzione più di mille parole. Ma che c’entrano le emoji nei social network, o emoticon?

Avete sentito bene: le emoji potrebbero essere il trend del 2017 nella comunicazione sui social network (anche se hanno avuto una parte rilevante anche nel 2016). Ma cosa sono, e soprattutto, come si usano?

Emoji: che cosa sono?

Gli emoji sono simboli pittografici che in realtà sono famosi già dagli anni ’90, hanno conosciuto una grandissima diffusione prima in Giappone (e non avevamo dubbi) , in seguito nel resto del mondo. Trascrizione nell’alfabeto latino del vocabolo giapponese 絵文字, emoji è composto dai s. e (‘immagine’) e moji (‘carattere, lettera’). Una piccola curiosità: può essere utilizzato sia al maschile sia al femminile. 

La risposta dei grandi brand si è fatta un po’ aspettare, ma è arrivata: nel 2011 Apple rilascia la sua tastiera con emoji per tutti gli Iphone. Ma perché nel 2017 se ne sente cosi fortemente il bisogno?

Emoji in numeri

Uno studio di Appboy, citato anche da Relate, sottolinea come gli emoji  nei social network siano utilizzati 8x volte in più nell’ultimo anno, con una crescita del 20% mese dopo mese nel 2016.

La metà dei post di Instagram ne fa uso, Facebook stesso ha implementato e incrementato la possibilità di esprimere una maggior gamma di interazioni con i post, senza più limitarsi al semplice like. Come? Con le emoji, naturalmente.

Emoji nei social network

Come mai? In realtà il concetto è semplice: comunicare di più, con meno. Più emozione, più sensazioni, con meno caratteri, anzi, con una sola immagine, ma come utilizzarli?

Nella strategia di comunicazione dei brand bisogna innanzitutto valutare se, nel tone of voice scelto, c’è la possibilità di inserire un modo di porsi sicuramente friendly, ironico, su un piano decisamente empatico nei confronti degli utenti. Per prima cosa bisogna conoscere come e meglio dei destinatari del messaggio il significato delle emoji che si vuole usare, e il senso che si vuole dare al messaggio. Analizziamo alcune best practice in Italia.

 

Social Media Marketing: l’utilizzo delle Emoji in Italia

 

In Italia le emoji nei social network stanno ottenendo un uso sempre maggiore. Nel campo del web-journalism (forse l’unico che alla lunga sopravviverà alla grave crisi in cui versa l’editoria) sono in molti a farne un uso piuttosto largo, facilitati anche dalla possibilità di inserire (ad esempio nelle competizioni che riguardano le nazionali).

Emoji nei social network

Fox Sports, noto marchio televisivo, nella sua recente esposizione su web e social network ne fa un uso che va dal larghissimo fino a sfociare addirittura all’inserimento nei titoli degli articoli inseriti su Facebook Emoji nei social network.

Alcuni giornalisti di rilevanza nazionale (come Sandro Piccinini, noto telecronista), hanno cominciato ad impiegarli in maniera piuttosto massiccia, si registra qualche approccio anche su giornali nazionali (come La Gazzetta dello Sport). Emoji nei social network

Emoji nei social network

L’uso e consumo di emoji non riguarda solo il giornalismo: un brand che sotto alcuni punti di vista ha rivoluzionato la comunicazione sui social e sul web in generale, come Netflix, nello specifico Netflix Italia, ne fa un uso piuttosto vario, più che altro per esprimere sensazioni in maniera sintetica.

Emoji nei social network

Emoji nei social network
Spotify, altra app che ha cambiato il modo di intendere la musica ed il suo utilizzo , in uno dei suoi day to remember, lo sbarco della musica dei Beatles sulla loro piattaforma.

Emoji nei social network
Avrete notate che gli Emoji vengono utilizzati in maniera strategica da tutte le app/brand che hanno offerto una grossa e recente spinta verso il cambiamento.

Alcuni brand nei loro account Twitter, come Bmw Usa, cominciano ad usarli all’interno degli hashtag relativi ad eventi (e nello stesso Instagram sono molti gli hashtag che ne fanno un uso piuttosto importante)

Emoji nei social network

 

Come utilizzare gli Emoji nella tua strategia Social: guida pratica all’uso

 

Innanzitutto, come farli da desktop? Molte aziende, e molti social media manager operano da desktop: è possibile utilizzarli?

Ovviamente sì: esistono parecchi siti che ne spiegano l’utilizzano, e contengono vere e proprie librerie da copiare e incollare sui social network.
Eccone alcuni siti da cui puoi copiare ed incollare le tue emoticon:

 

p.s. Ah, se invece, per variare, volete provare il testo sottilineato, qui potete trovare come fare (un ringraziamento speciale a Veronica Gentili per la dritta).

Le aziende, specialmente in Italia, specialmente se ritengono di doversi connettere ad un pubblico che sa apprezzare un tone of voice piuttosto amichevole, dovrebbero farne un uso limitato, corretto, che impreziosisca i post e regali ulteriore significato.


Gli emoji nei social network fanno volare un contenuto e un messaggio
, evitando il sovraffollamento. Vi capitava mai, al liceo, di sottolineare tutto il libro? Risultati? Non si evidenzia nulla, alla fine. E nella comunicazione l’evidenza, lo spunto-sprint, l’innovazione fanno la differenza, no?

 

 

 

Keyin Web Agency presenta il nuovo sito di Fitnessway

Fitnessway ha il piacere di annunciare che, grazie al lavoro e alla consulenza continua di Keyin, ha totalmente rinnovato il proprio sito web Fitnessway.it. Leader nel settore dei corsi di formazione fitness, Fitnessway è perfetto connubio tra profonda conoscenza e innovazione, sviluppato da Keyin Web Agency: nel nuovo sito web di Fitnessway tutti i corsi per diventare istruttore fitness, i corsi di perfezionamento e per diventare Fitness Manager vengono presentati attraverso una creatività coinvolgente e immersiva. Cogliamo l’occasione per ricordare la nostra offerta formativa: siamo presenti su tutto il territorio nazionale (su Roma, Milano, Napoli, Bologna, Verona, Torino, Firenze, Bari, Palermo e Catania) Questi i corsi per Istruttore Fitness di primo livello:

 

Inoltre offriamo la possibilità di approfondire la professionalità conseguita attraverso corsi istruttori Fitness di secondo livello:

Primi in Italia, i formatori di Fitnessway costruiscono la figura professionale a 360°, in maniera totale, per cogliere tutti gli aspetti e le sfide offerte dal mercato, in perfetta sinergia con l’innovazione e la grafica immersiva progettata da Keyin Web Agency (scopri tutte le novità sul nostro blog).

Al termine dei corsi Fitnessway viene conseguito un Diploma rilasciato dalla Scuola Nazionale Formativa ASC (Ente di promozione sportiva riconosciuta dal CONI e dal Ministero dell’Interno):

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Organizzare feste e eventi…scegliere l’animazione giusta.

  • marzo 17, 2016
  • blog

Vuoi organizzare una festa? Trovare l’ animazione per feste di bambini a Roma e dintorni non è facile, l’offerta è molta ma scegliere quella giusta non è semplice.
Animazione Pegasus ti da la possibilità di realizzare la festa che desideri.
Compleanni, eventi, feste a tema,con l’animazione a Roma per bambini hai la possibilità di scegliere varie location per caratterizzare il tuo evento, tutto questo grazie a Pegasus Animazione.
Pegasus Animazione seleziona il suo staff , l’esperienza acquisita nel tempo e la passione con cui lavorano li rendono l’animazione di feste per bambini a Roma e dintorni unica nel suo genere.
Scegliendo Pegasus Animazione puoi trovare l’animazione di feste per bambini a Roma e anche per ragazzi con intrattenimenti originali , diversi per interesse ed esigenze.
Festa a tema , magic show , festa fashion , festa magic bubbles, festa teatrino, festa disco e tante possibilità ancora con servizi aggiuntivi…con Pegasus Animazione sei certa di scegliere l’animazione di feste per bambini a Roma che cercavi, capace di creare ogni evento come unico.
Pegasus Animazione mette a dispozione il proprio staff per l’animazione a Roma per bambini e per ragazzi in feste ed eventi in locations particolari, come parchi, centri sportivi, ludoteche etc , dando la possibilità di creare un evento adatto ad ogni personalità per grandi e piccini.
Non mancheranno giochi di magia, i trucca bimbi , l’intrattenimento con il mangiafuoco…..eventi in piazze, agriturismi e ville…
Tante altre attività ancora, per ogni evento che sia un battesimo, un matrimonio, un diciottesimo…
Pegasus animazione rende speciale la tua festa !

Nuovo sito SunnyLab

E’ online il nuovo sito http://sunnylab.it/
Sunny Lab è costituita da un team di professionisti con esperienza ventennale, che nel tempo, grazie alla costanza e all’istinto creativo, hanno affrontato i continui cambiamenti sociali e lavorativi con entusiasmo, rinnovandosi e aggiornandosi al punto da rendere possibile le attività di oggi.
Tutto questo ha permesso di offrire servizi e presentare nuovi concept emozionali ed interattivi di grande coinvolgimento, adattabili sia alle finalità di incentive e team building che a quelle più tipicamente legate alla comunicazione e agli eventi aziendali.
La costruzione del team building può avere una valenza formativa o semplicemente può avere una valenza ludica, qualora l’obiettivo sia quello di fare divertire il gruppo e dare una sensazione di appartenere ad un team.
L’attività stimola le aziende a riflettere sull’importanza di lavorare in contesti relazionali piacevoli.
L’attività del team building viene realizzata e condotta da personale esperto, formatori che lavorano e operano nel life long learning i quali possono avvalersi, per determinate attività, di consulenze da tecnici professionisti esperti nel settore specifico, ad esempio maestro di cucina, ecc.
Scopri di più, visita il sito del Sunnylab.it

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